Laura Feci Moraja

Sono Laura.

Psicologa clinica e ideatrice del metodo Wa.R.M., Warm Regulation Method.

Sono anche cofondatrice del centro Il Mago di Oz a Roma, dove il metodo ha trovato terreno di verifica e sviluppo. Ho fondato la Casa Editrice Le Maghette, che ne è diventata la voce narrativa per le famiglie. E dirigo la Scuola Wa.R.M., il percorso formativo in tre livelli che trasmette il metodo a chi guida.

Prima di raccontarti tutto questo, voglio raccontarti come è cominciato. Il metodo è nato da una cosa che ho visto e vissuto quando ero all’inizio della mia formazione, avevo ventidue anni. E che non ho più smesso di vedere.

dove tutto è cominciato

Nel 2000, come studentessa Erasmus a Murcia, feci il tirocinio in un centro di riabilitazione per bambini con paralisi cerebrale infantile. Ci rimasi nove mesi.

Fu lì che vidi con chiarezza qualcosa che poi sarebbe diventato la domanda della mia vita professionale. La prassi riabilitativa del tempo prevedeva mobilizzazioni passive per lavorare sulla spasticità: manovre corrette dal punto di vista tecnico, che a volte richiedevano al bambino uno sforzo che gli faceva male. E vidi una cosa che ha aperto tutto il resto: quando la stessa manovra veniva proposta con dolcezza, rispettando il ritmo del bambino, giocando con lui, il corpo si apriva. Diventava disponibile. La tecnica era la stessa. Cambiava il modo.

In quei mesi cominciai a osservare anche un'altra cosa. Sul diario che tenevo scrissi:

“È impressionante scoprire quanto il nostro stato d'animo possa contagiare chi ci sta intorno.”

Dal mio diario — Murcia, marzo 2001

Non avevo ancora il linguaggio del metodo. Ma la sostanza era già lì. Il modo di chi guida non è un contorno dell'atto tecnico: è parte dell'atto stesso. Lo stato interno di chi guida non è invisibile, arriva. E questa non è una questione di concetto, è una questione clinica.

Gli anni in cui l'intuizione è diventata competenza

Tornata in Italia, dopo la laurea entrai a lavorare in neuroriabilitazione pediatrica. Bambini con danni neurologici, le loro famiglie, e ore di trattamento ogni settimana in cui il modo di chi guida decideva molto di ciò che il bambino portava a casa.

Sono stati gli anni in cui l'intuizione di Murcia si è trasformata in competenza clinica. Ho visto la stessa cosa ripetersi in centinaia di bambini, con centinaia di adulti diversi. Ho visto quanto una qualità di presenza (il ritmo giusto, la voce giusta, la capacità di aspettare) aggiungesse alle competenze tecniche qualcosa che cambiava l'esperienza del bambino, il coinvolgimento nella seduta, ciò che restava dopo.

Su un'altra pagina del diario, avevo già scritto quella che oggi riconosco come la formulazione germinale dell'apprendimento caldo:

“L'evento positivo sarà quello che il bambino cercherà, la situazione che tenderà a riprodurre.”

Dal mio diario — Murcia, febbraio 2001

Non c'è recupero senza apprendimento. E l'apprendimento accade quando l'esperienza è vivibile, non quando è imposta. Questa continua a essere una delle intuizioni portanti del metodo.

Dal singolo al sistema

Con gli anni ho cominciato a vedere questa cosa ovunque. Non solo nella neuroriabilitazione, ma dovunque un adulto si trovi a guidare qualcuno che gli sta accanto per età, ruolo, condizione. Nei campi sportivi ai bordi degli allenamenti dei miei figli. Nelle scuole, osservando le insegnanti. A casa, in famiglia. Nei luoghi di lavoro. La stessa possibilità di fare la differenza, ovunque: cambiare il modo cambia l'esperienza di chi è guidato, e cambia ciò che quella persona apprende, integra, si porta dietro nel tempo.

Da questa osservazione è nata la domanda che continua a orientare tutto quello che faccio: cosa possiamo fare, chi ha in mano una relazione di guida, per tutelare l'esperienza di chi ci sta di fronte? Non solo con i bambini, non solo nella cura. Ovunque. Wa.R.M. è la risposta operativa che ho costruito, e che oggi trasmetto.

LE TRE FORME DELLA RISPOSTA

Il metodo Wa.R.M., nel tempo, ha preso tre forme concrete. Sono le strade attraverso cui l'osservazione di allora è diventata lavoro quotidiano, materiale editoriale e trasmissione formativa.

Il Mago di Oz è il centro polispecialistico di Roma che ho cofondato nel 2004 con Nadia Riccioli. È il luogo in cui il metodo ha trovato il suo terreno di verifica: bambini, adolescenti, adulti, anziani, famiglie. Un lavoro clinico quotidiano che continua da oltre vent'anni ed è la base sperimentale di tutto quello che il metodo dice.

Le Maghette è la casa editrice che ho fondato per portare il metodo nelle famiglie attraverso la narrazione. Nasce dalla stessa intuizione della Spagna: si guida meglio quando si comprende e accoglie lo stato emotivo proprio e dell’altro, quando si offre a chi è guidato un modo per stare bene nell’esperienza che sta facendo.

La Scuola Wa.R.M. è il percorso formativo in tre livelli che trasmette il metodo a chi guida: in ambito clinico, educativo, familiare, sportivo, organizzativo. È nata perché la risposta alla domanda etica non poteva fermarsi al mio lavoro personale. Doveva diventare trasmissibile a chiunque si trovi in una relazione di guida.

Cosa mi muove ancora

Alla fine di quei nove mesi in Spagna, la ventiduenne che ero scrisse una frase che ancora oggi, oltre vent'anni dopo, resta la formulazione più esatta di ciò che il metodo tenta di rendere possibile:

“Esiste un modo per prendere per mano queste piccole persone e aiutarle ad avanzare senza strattonarle ma sostenendole.”

Dal mio diario — Murcia, dicembre 2001

Non conoscevo le neuroscienze della regolazione quando l’ho scritta. Non avevo ancora fondato niente. Ma quello che vedevo, e che continuo a vedere oggi, era già chiaro. C'è un modo diverso di guidare. E chi guida può trovarlo, con gli strumenti giusti, con il tempo giusto, con l'accompagnamento giusto.

Il metodo Wa.R.M. è il modo che ho costruito per rispondere a questa possibilità, e per aiutare chi guida a farla propria.