i due principi
Wa.R.M. si fonda su due principi: responsabilità e consapevolezza. Sono il DNA del metodo - ciò che lo rende Wa.R.M.
Due, e bastano. La responsabilità riguarda l'impatto: ciò che la guida produce nell'altro attraverso la propria presenza - il tono di voce, il ritmo con cui parla, il modo in cui ascolta.
La consapevolezza riguarda lo stato interno: ciò che accade dentro la guida - una tensione, una preoccupazione, un'attenzione presente o distratta - mentre quell'impatto si genera.
Sono due lenti diverse sullo stesso campo, e si tengono a vicenda. Una guida che si accorge di essere tesa (consapevolezza) può scegliere di rallentare il ritmo prima di entrare in relazione (responsabilità). La consapevolezza riconosce ciò che accade dentro; la responsabilità lo trasforma in scelta. Insieme rendono possibile la cura della relazione di guida.
Tutto il resto del metodo - i quattro livelli, gli strumenti, la matrice di coerenza - nasce da qui. Per questo le definizioni che seguono sono riprodotte esattamente come nel documento fondativo, e si aggiornano quando si aggiorna il fondamento.
responsabilita’
Il primo principio del metodo riguarda l'impatto: ciò che la guida porta nella relazione, sia che lo scelga sia che le sfugga.
Responsabilità significa riconoscere il proprio impatto nella relazione, prendersene cura e scegliere consapevolmente come esercitarlo.
— Documento fondativo Wa.R.M.™
Concretamente: chi guida sa che la propria presenza ha un effetto su chi ha davanti. Sa che quel bambino, quel paziente, quell'atleta, quel collaboratore riceveranno qualcosa anche dal modo in cui la guida è arrivata, prima ancora di cosa farà o dirà. La responsabilità è prendere sul serio questa evidenza, e farsene carico.
C'è una distinzione che il metodo tiene viva: l'impatto è una cosa, l'intenzione è un'altra. Un genitore che siede accanto al figlio per i compiti può essere stanco. Anche una stanchezza tenuta dentro, soltanto accennata, filtra: nel ritmo delle risposte, nella brevità di un sospiro, nel modo in cui si tiene il libro. Il bambino la riceve. Il messaggio che gli arriva — che è un peso — è diverso da quello che il genitore voleva dargli. È in questa distanza tra ciò che si vuole portare e ciò che effettivamente arriva che la responsabilità trova il suo lavoro.
La responsabilità si esercita nel tempo. È una scelta che la guida fa, e poi rifà — di prendere come proprio ciò che porta nella relazione, e di prendersene cura.
consapevolezza
Il secondo principio del metodo riguarda il dentro: lo stato in cui la guida si trova mentre guida.
Consapevolezza significa riconoscere il proprio stato interno mentre si guida e non lasciarlo agire inconsapevolmente sull'altro.
— Documento fondativo Wa.R.M.™
Lo stato interno è qualcosa che ognuno conosce, anche senza chiamarlo così. È come ci si sente in un dato momento: il corpo (le spalle, il respiro, la stanchezza o l'energia), l'emozione (la calma, la tensione, l'impazienza, la curiosità), l'attenzione (essere davvero qui, o avere una parte di sé già altrove). Tre cose che ognuno vive in continuazione, e che cambiano in continuazione — da un momento all'altro, da un incontro all'altro.
Lo stato interno entra nella relazione di guida, sempre. Una guida che si presenta in tensione — anche se le parole sono giuste, anche se sorride — porta nella relazione quella tensione. L'altro la percepisce, e spesso la sente prima di saperla nominare.
La consapevolezza è accorgersene. Possibilmente mentre accade. Accorgersi di uno stato lo lascia dov'è: la stanchezza resta, anche dopo che la guida se n'è accorta. Ma c'è una differenza fondamentale — uno stato riconosciuto è uno stato che la guida può scegliere come portare nella relazione, invece di subirlo. Una guida che si accorge di essere in tensione può prendersi un momento prima di entrare nell'incontro — il tempo di respirare, di fermarsi — e cambiare così lo stato da cui si entra in relazione.
La consapevolezza si coltiva nel tempo, con la pratica. Diventa una qualità del modo di stare nella relazione di guida — un ascolto di fondo, discreto e continuo, che convive con l'ascolto dell'altro.
i due principi insieme
Quando responsabilità e consapevolezza vivono insieme nella guida, qualcosa cambia nel modo in cui la persona guidata vive la relazione.
Sicurezza è la sensazione che lo spazio sia prevedibile, che ciò che accade abbia un suo ordine, che la guida sia presente e affidabile. Un bambino, un atleta, un collaboratore: tutti sentono quando c'è qualcosa di stabile in chi li guida.
Calore è la qualità della connessione. È sentirsi visti, accolti, presi sul serio per quello che si è, esattamente come si arriva.
Sicurezza e calore sono ciò che la responsabilità e la consapevolezza, insieme, rendono possibile. Una guida responsabile sa di avere un'influenza, e si fa carico di curarla. Una guida consapevole si accorge di come sta, e può scegliere come portarsi nella relazione. Quando i due principi sono attivi insieme, la guida porta nella relazione una qualità diversa - e in quella qualità l'altro può aprirsi davvero.
È in questo spazio che ciò che la persona guidata vive si radica nel tempo.
Questa esperienza prende il nome di apprendimento caldo: una forma di apprendimento che entra in profondità perché trova un terreno sufficientemente sicuro e accogliente per essere ricevuto.
Termini chiave di questa pagina
Responsabilità
Riconoscere il proprio impatto nella relazione, prendersene cura e scegliere consapevolmente come esercitarlo.
Consapevolezza
Riconoscere il proprio stato interno mentre si guida e non lasciarlo agire inconsapevolmente sull'altro.
Stato interno
La qualità del proprio mondo interno momento per momento — emozioni, attivazione, tensioni, pensieri ricorrenti.
Sicurezza
Qualità relazionale: la sensazione che lo spazio sia prevedibile, stabile e privo di minaccia.
Calore
Qualità relazionale: la qualità della connessione — il sentirsi visti, accolti, rispettati.
Apprendimento caldo
Forma di apprendimento che si realizza quando il sistema nervoso si trova in uno stato di sicurezza e calore: l'esperienza viene integrata e consolidata.

