ambito organizzativo

In un'organizzazione, chi guida è il manager, il coordinatore, il team leader, il responsabile. Chi è guidato è il collaboratore, il team.

È un contesto particolare. Qui non si lavora con bambini, pazienti o atleti, ma con adulti, professionisti, obiettivi di lavoro. Eppure le stesse leggi valgono: ovunque la presenza di qualcuno regola lo stato di un altro, la qualità di quella presenza fa la differenza.

Lo stato di chi guida arriva al team prima delle sue parole.

Le fatiche di chi guida un team

Chi guida un team conosce fatiche che spesso non trovano spazio per essere dette.

C'è il team che si disimpegna: persone che ci sono ma sembrano altrove, che fanno il minimo e nulla più. E c'è la fatica di trattenere chi vale, le persone brave che se ne vanno portandosi via il tempo investito per formarle. Ci sono i conflitti nel gruppo, le personalità che faticano a convivere, gli equilibri da reggere ogni giorno.

E c'è la fatica di dare feedback senza che la persona si chiuda. Dover correggere, segnalare quello che non va, e farlo in un modo che apra invece di mettere chi ascolta sulla difensiva. È una delle prove quotidiane più sottili di chi guida un team.

E c'è il proprio carico. Stare al centro tra il team da reggere e gli obiettivi da raggiungere piano piano consuma e a volte si rischia di perdere lo spazio per sé.

Come Wa.R.M. risponde

Wa.R.M.™ offre competenze concrete: cose che chi guida un team impara a fare, e che cambiano sia la qualità del lavoro sia quella della relazione con le persone.

Imparare a leggere quello che accade nelle persone.

Riconoscere quando un collaboratore si sta disimpegnando prima che faccia il minimo indispensabile, quando una persona che vale sta valutando di andarsene prima che lo dica, quando una tensione nel gruppo sta diventando un conflitto. È questa lettura che dice dove e quando intervenire, prima che i segnali diventino fatti compiuti.

Imparare a generare un clima di sicurezza in un contesto di calore.

Significa creare uno spazio prevedibile, dove le persone sanno cosa aspettarsi (sicurezza), e una relazione in cui si sentono viste e accolte (calore). Si costruisce nel modo in cui si dicono le cose: in come si dà un feedback perché apra invece di chiudere, in come si gestiscono i momenti difficili, in come si tengono insieme personalità diverse.

Imparare a riconoscere e regolare il proprio stato.

Accorgersi della propria tensione, dell'esaurimento che si accumula, prima che diventino disponibilità ridotta verso il team. Chi guida ha bisogno di prendersi cura di sé per poter esserci davvero: è la condizione per generare un buon clima, non un lusso.

“Sono diventata responsabile di team perché ero la più brava del reparto, e ho imparato sulla mia pelle che è un mestiere completamente diverso. Quello che mi ha cambiata è stato smettere di chiedermi solo come far rendere il team, e cominciare a notare come arrivavano i miei collaboratori prima delle riunioni. Non risolve tutto, certe settimane sono ancora un caos. Ma da quando ho cominciato a vederli, una persona che stava per dimettersi è rimasta, e me l'ha detto.”

Sara, responsabile di team

Imparare il metodo

Le competenze di cui parla questa pagina si costruiscono attraverso un percorso: leggere quello che accade nelle persone, generare un clima di sicurezza in un contesto di calore, riconoscere e regolare il proprio stato. È quello che offre la Scuola Wa.R.M.™, il percorso formativo per chi guida.