ambito familiare

Nella famiglia, chi guida è il genitore, e chiunque cresca un bambino: un nonno, chi se ne prende cura ogni giorno. Chi è guidato è il figlio, dall'infanzia all'adolescenza.

È l'ambito più intimo, e il più esposto. Qui chi guida non ha scelto un mestiere e non può staccare: è coinvolto fino in fondo, perché si tratta di suo figlio. Non c'è una formazione che prepari del tutto, e non c'è un momento in cui si smette di essere genitori.

Tuo figlio sente come stai, anche quando non lo dici.

Le fatiche di chi cresce un figlio

Chi cresce un figlio conosce fatiche di cui raramente si parla ad alta voce.

C'è il senso di colpa, prima di tutto: il dubbio costante di non essere all'altezza, di sbagliare le scelte, di fare danni. Ci sono le reazioni che sfuggono, i momenti in cui si perde la pazienza e si reagisce in un modo di cui poi ci si pente, lontano dal genitore che si vorrebbe essere. E c'è una fatica che non si ferma mai, perché crescere un figlio è continuo, senza pause e senza orari: la stanchezza si accumula, e a volte ci si perde di vista come persone.

Ci sono i capricci e le crisi che sembrano arrivare dal nulla, l'opposizione che monta, il non sapere come reggere senza farsi travolgere. E c'è, più avanti, la distanza con l'adolescente: il figlio che si chiude, che smette di raccontare, che si allontana, e che non si sa più come raggiungere.

E intorno, il peso degli sguardi: i consigli non richiesti, i modelli di genitore perfetto che arrivano da ogni parte e ingrandiscono ogni dubbio.

Come Wa.R.M. risponde

Wa.R.M.™ offre competenze concrete: cose che un genitore impara a fare, e che cambiano la qualità della relazione con il figlio.

Imparare a leggere il bisogno dietro il comportamento. Riconoscere che un capriccio, una chiusura, un'opposizione sono spesso il segnale di qualcosa che il figlio non riesce a dire: stanchezza, paura, bisogno di attenzione. Cambia la risposta del genitore, e molto spesso cambia anche la scena.

Imparare a riconoscere e regolare il proprio stato. Accorgersi della tensione, della stanchezza, della reattività che sale, prima che si scarichi sul figlio. È anche ciò che permette di prendersi cura di sé, riconoscendo che averne bisogno è legittimo, e non una mancanza verso i figli.

Imparare a riavvicinarsi dopo gli sbagli. Ogni genitore, prima o poi, perde la pazienza o sbaglia un momento. Wa.R.M.™ mostra che ciò che costruisce una relazione sicura è la capacità di accorgersene e tornare. Il riavvicinamento ripara più di quanto lo sbaglio rompa.

“Ho due figli, e con il più grande, undici anni, era diventato tutto uno scontro. Quello che mi ha cambiata è stato smettere di concentrarmi solo su cosa fargli fare, e cominciare a notare come ci arrivavo io a quei momenti, di solito già stanca e sulla difensiva. Non è magia, litighiamo ancora. Ma adesso, quando sbaglio, so come tornare. E lui se ne accorge.”

Marta, genitore

Imparare il metodo

Le competenze di cui parla questa pagina si costruiscono attraverso un percorso: leggere il bisogno dietro il comportamento, riconoscere e regolare il proprio stato, riavvicinarsi dopo gli sbagli. È quello che offre la Scuola Wa.R.M.™, il percorso formativo per chi guida.